Franca Viola – La prima donna italiana a rifiutare pubblicamente il matrimonio riparatore

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Per i delitti preveduti dal capo primo e dall’articolo 530, il matrimonio, che l’autore del reato contragga con la persona offesa, estingue il reato, anche riguardo a coloro che sono concorsi nel reato medesimo; e, se vi è stata condanna, ne cessano l’esecuzione e gli effetti penali.
Così recitava l’articolo 544 del codice penale che, in breve, scagionava l’autore di uno stupro qualora la vittima accettasse di sposarlo. Questa norma giuridica era affiancata dalla ormai datata – ma neppure troppo – norma sociale secondo la quale una donna, seppur vittima di abuso, ormai non più vergine, era costretta a sposare chi l’aveva privata della “virtù” per salvare l’onore della propria famiglia e non essere additata come donnaccia.

È il 26 dicembre 1965 in una Sicilia – terra in cui ancora ci si scontrava contro un contesto culturale medievale – che una diciassettenne Franca Viola viene rapita assieme al fratello di otto anni (subito rilasciato) e violentata dal suo ex fidanzato, Filippo Melodia, un delinquente locale nipote di un noto mafioso. Dopo otto giorni di prigionia la famiglia Viola viene contattata per quella che in dialetto viene definita “Paciàta”, il padre di Franca, in breve, messo davanti al fatto compiuto, avrebbe dovuto accettarlo, approvando così il matrimonio tra vittima e carnefice.
I piani del Melodia tuttavia non andarono come previsto, i genitori di Franca Viola infatti, d’accordo con la polizia, finsero soltanto di accettare il matrimonio riparatore, presentandosi all’appuntamento scortati dalle forze dell’ordine che irruppero nella casa in cui Franca veniva tenuta prigioniera liberando la vittima e arrestando Melodia e i complici.
Il processo che ne seguì non vide solo la condanna dei carnefici, ma anche un incredibile movimento dell’opinione pubblica sfociato in numerose interrogazioni parlamentari, Franca Viola intanto diveniva ogni giorno di più simbolo dell’emancipazione femminile e della lotta contro la violenza sessuale. Il 5 agosto 1981 veniva finalmente abrogato l’articolo 544 del codice penale.

Alessandro Longo

Alessandro Longo

Alessandro Longo, classe 1992. Laureando in Relazioni Internazionali e Politiche presso l’Università di Messina, è nato e cresciuto a Torre Faro. Scrive su scirokko.it per la rubrica “Giallo Vintage”, occupandosi della ricostruzione e della narrazione di vecchi casi che, per il loro impatto sociale, hanno interessato la cronaca nera non solo italiana, ma di tutto il mondo.
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