I The Long J al Dalek Studio di Messina

The Long J 1

Nel week and appena passato, il Dalek Studio di Messina, già Studio di Registrazione e Sala Prove, si è confermato ancora una volta anche ottima Residenza D’Artista e suggestiva location per intimi live show di musicisti (prima di tutto siciliani) che appassionati alla musica più varia, affascinati dalla vecchia casa padronale – quale è il Dalek – con splendido affaccio sullo Stretto e su buona parte della città di Messina, scelgono la Residenza come scenario di personali video musicali e di interessanti “live secret show”, oltre che come luogo dove passare qualche giorno dedicandosi alla sperimentazione musicale, al confronto, all’orto della Casa ed al buon cibo.

Questa volta, ad essere accolta in Residenza è stata la band catanese The Long J composta da Adolfo Macrì (guitar,vox) e Marco Riccioli (drums,vox). Li abbiamo incontrati e tra scherzi, ironici “show” (specialmente di Adolfo!), birre e liquori … ecco la nostra chiacchierata.

 

Marco ed Adolfo, ormai da tempo, da Catania coinvolgete con la vostra musica super energica interessanti Live Club di gran parte della Sicilia, di diverse città italiane, arrivando anche all’Estero (per esempio in Svizzera).  Ma come nascono i The Long J?

M. – Noi ci conosciamo da tanti anni e suoniamo praticamente da sempre. Ma inizialmente avevamo progetti musicali differenti. Adolfo con i “100%” ed io con gli “Spriggan”. Poi, intorno al 2000, Adolfo mi ha proposto un progetto musicale comune e così è nata la nostra band.

M., A. – Abbiamo cominciato a portare il “romboleggiare” del “colosso” ed influente Etna, in un garage di nostra proprietà. In modo molto naturale, ha cominciato ad uscire fuori tutta la nostra identità… personale, come catanesi e siciliani.

Il nostro primo disco, “Raggio Katarana”, è uscito per l’etichetta discografica Edwood Records ed Edizioni De Dieux, distribuito in Italia da Audioglobe.

La sperimentazione funzionava ed ancora pare funzioni. Ci stiamo attrezzando anche per pubblicare in vinile… oggetto vintage tanto amato ed in questo periodo ampiamente recuperato…

 

Ed il nome “The Long J”? 

Bah, il significato non è poi così profondo, se vogliamo… (risate, ndr). Adolfo aveva casa a Longi (CT) e da qui “Long – J”!

 

Il vostro genere musicale è considerato “post-rock”, noise, punk… Vi siete dedicati sempre a questo tipo di musica? Siete d’accordo a catalogarlo? Soprattutto in questo periodo storico è in atto un dibattito sul considerare distinti o meno la musica “indipendente” e l’“indie”. Come se quest’ultimo sia un calderone dove inserire tutto ciò che non si inquadra perfettamente. Un po’ come l’arte contemporanea… in cui capita che l’artista che non si comprende benissimo si “piazza” nel Contemporaneo… ma con un risultato di enorme confusione… Qual è (se l’avete) la vostra opinione a riguardo?

A. – Ti rispondo con un’altra domanda, che credo possa essere anche la nostra risposta: ma che cosa sono l’ “indie”, la musica indipendente… e soprattutto cosa importa?

A., M.- Se cominciamo ad “inflesharci” la testa con la riflessione sulle categorie, è finita! (risate, ndr). La musica è musica, viene naturale… o ce l’hai o non ce l’hai.

 

Ok, no alle etichette… Ma non credi che per fare una cosa bene sia necessario capire un attimo chi si è e cosa si fa?

A. – Sicuramente, in base a ciò che si è sempre ascoltato e visto, ci si ispira a quella musica, come per noi può essere il post-rock, il noise o un punk rivisitato. Ma quello che voglio dire è che, appunto, comunque viene fuori un genere rivisitato, che nasce da dentro, da chi lo fa; non è una copia di qualcosa di altro.  La nostra musica sa di quello che per noi è il profumo delle cantine…  quell’inebriante odore di vino, di sesso, di carne… (che supera enormemente l’odore di umidità!).   Potrei anche considerarla un aggresive punk, un vivy-metal, un vivy-punk e se anche queste categorie non esistono ufficialmente, possono cominciare ad esistere nel momento in cui istintivamente ci appaiono tali.

 

Quindi voi non siete d’accordo con molti che, in campo musicale, ritengono che per fare musica, specialmente oggi, più che alla qualità bisogna badare all’essere “personaggio”?  

A., M. –  A noi il concetto di “personaggio” sinceramente non interessa affatto. Nel senso che crediamo che quello che uno è nella vita, è sempre… in ogni contesto, quindi anche quello musicale. Non cambia suonare di fronte ad un pubblico o senza spettatori. Se uno è in un modo, lo è e basta.

Certo, noi come “primo lavoro” facciamo tutt’altro… e questo ci permette di non rendere la nostra musica un prodotto, di non snaturarla, di lasciarla pura passione, puro istinto. Questo sicuramente ci aiuta… soprattutto per una questione di “campare” (“vivere”, ndr) o meno di musica, al di là della propria, fortissima passione.

A. – Immagina una capanna, realizzata benissimo, con i propri sforzi, con passione, studio ed ingegno. Ma se arriva un uragano che succede alla capanna?? E questo è un concetto da tenere sempre presente, un modo per non costruire capanne, ma strutture solide…

 

Come vedete la Sicilia da un punto di vista musicale; e Messina rispetto a Catania o Palermo?

A., M. – Dal nostro punto di vista, la Sicilia ha sempre avuto un ruolo fondamentale. E’ un’isola e vulcanica, con posizione geografica strategica, non potrebbe essere altrimenti.

Gli anni ’90, musicalmente, specialmente per Catania sono stati di particolare gloria. Ma è tutt’ora in atto una sinergia, un fare rete molto vivo tra il triangolo “Messina – Catania – Palermo” e l’Italia e l’estero.

Nelle tre città siciliane citate vi sono belle realtà di operatori nel campo della musica, operatori culturali e musicisti, che spinti da una innata passione e da una mente dinamica, promuovono la musica più varia, sperimentale e non (anche se tutta la musica, intendendo quella che si compone, è sperimentale!), il proprio territorio e la sinergia fra territori diversi con l’obbiettivo di creare un dialogo ed un confronto sempre più proficui.

Il Dalek è una di quelle realtà e la nostra presenza in questo posto è la prova di un fare rete assolutamente in corso e da diverso tempo.

 

Il progetto che in questo week and avete presentato al Dalek è nuovo o, comunque, vi state dedicando a qualche idea in particolare per adesso?

A., M. – Per il momento, stiamo lavorando ad un nuovo album e, nel frattempo, continueremo con qualche live in Sicilia, a partire da Palermo.

 Il nostro live al Dalek è un progetto iniziato anni fa, ma per noi è sempre nuovo perché in continuo itinere. Fare musica per noi è sperimentare… una evoluzione che raggiunge stadi sempre più consapevoli. Come quando nel sesso, specialmente quando lo si fa lungo, si assapora la meraviglia dell’amplesso…  (A. – Questa è bella, dai… scrivila!  – Risate, ndr)

Direi che un’intervista ad una band carica di energia “vulcanica” gravitante sulla forte passione della musica non poteva trovare migliore conclusione…

 

Info e contatti sulla Band: consultare la pagina Fb “The Long J”.

Il Dalek Studio di Messina, anche associazione culturale,  gestito da Gaetano Sciacca, Claudio La Rosa e Peppe Ruggeri (con diversi  collaboratori, fra cui in primis Cinzia alla segreteria ed  i componenti della band di origine messinese “La Stanza della Nonna” nella gestione di diverse attività culturali all’interno dell’Associazione) si trova in Via Tremonti – Fondo Cardia (pressi Viale Giostra, seguendo le indicazioni per il centro Hellen Keller).

Info e contatti sul Dalek Studio: 346 123 8061;

email: dalekstudio@gmail.com

internet:  www.dalekstudios.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Laura Faranda

Laura Faranda

Nata a Messina nel 1984. Attualmente dottoranda all’Università di Messina, con un progetto in Geografia culturale. Attraverso l’analisi dei beni culturali studia il territorio ed il patrimonio annesso. Ama l’arte e ogni suo riflesso: dalla tradizione artistica medievale alle espressioni di avanguardia, purché non si cada nel cattivo gusto. Desiderosa di conoscenza, sperimenta spesso i più diversi canali di ricerca. Per scirokko.it si occupa della promozione di nuovi artisti messinesi e di eventi culturali.
0 Commenti

Scrivi un Commento