“Aya Wasca – Concilio di voci e spettri” al Dalek Studio di Messina

Aya Wasca copertina

Il 9 Giugno, al Dalek Studio di Messina, grazie ai fondatori dello Studio Gaetano Sciacca e Claudio La Rosa e grazie al referente del Dalek Claudio D’Iglio (chitarrista e seconda voce della band La Stanza della Nonna) si terrà «Aya-Wasca», un evento dedicato all’Arte, alla Letteratura, al Fantastico. Abbiamo scambiato due chiacchiere con gli ideatori, Andrea Cafarella ed Emiliano Martino e con qualcuno degli artisti che vi parteciperanno.

Andrea ed Emiliano, cosa è questo evento “Aya-wasca”, da dove viene questa idea?

L’idea di organizzare questa giornata nasce da una serie di coincidenze, come tutto.

Da ottobre curiamo insieme una rubrica per Stanza251 [Collettivo di artisti e rivista online con sede a Firenze] che si chiama Bestiarius Immaterialis. Sono illustrazioni e brevi testi che descrivono delle creature immaginarie. Verso dicembre ci hanno chiesto di metterlo in mostra a Milano per un collettivo che organizza serate private, mettendo a disposizione anche uno spazio performativo. Quindi abbiamo pensato di creare una lettura, accompagnata da proiezioni, di un testo che fosse complementare al progetto del Bestiarius. A quel punto, per una serie di vicissitudini, ci siamo trovati a pensare di portarlo a Messina e, viste le circostanze politiche della città, il 9 giugno è sembrato un giorno perfetto. Saremo entrambi a Messina, così come tante altre persone migrate altrove, come noi. Ci è sembrata un’occasione, un richiamo, un momento da sfruttare per scoprire alcune delle cose che gli artisti della nostra città stanno partorendo. Una opportunità per confrontarci e incontrarci nuovamente, scoprendo quanto e come siamo cresciuti. Dove siamo stati, cosa abbiamo fatto. Messa così, però, ci sembrava qualcosa di esageratamente grande e non avevamo le forze per realizzarla. Quindi abbiamo ristretto il campo a quello che somiglia a noi, quindi al Bestiarius, il che ha significato scegliere: lavori collaborativi e/o interdisciplinari e/o che ragionano sul fantastico e sull’intangibile.

Poi è bastato fare qualche chiamata e parlarne con qualcuno dei nostri amici e devo ammettere che la risposta è stata, almeno per noi, stupefacente. A parte la meravigliosa accoglienza del Dalek, anche gli artisti e tutti quelli che ci hanno aiutato sono stati essenziali.

A volte, bisogna dirlo, è nei luoghi più difficili che fiorisce qualcosa di misteriosamente fulgido.

Per questa giornata all’insegna dell’arte e del Fantastico avete scelto un nome molto particolare. Si riferisce vagamente all’infuso “psichedelico che, da migliaia di anni, viene utilizzato dai popoli dell’area amazzonica. Questa premessa ci induce a pensare che possiamo aspettarci di tutto e di più! Potete darci un piccolo anticipo di ciò che ci aspetta il 9 Giugno?

L’aya-wasca, o più propriamente l’ayahuasca, è qui usata come simbolo. Gli sciamani del Brasile pensano che si possa trascendere al regno degli spiriti attraverso la sua assunzione. Ed è un po’ quello di cui volevamo parlare: l’altrove, il mondo invisibile che sta dietro le cose. Quello dei fantasmi e dei sogni. E di come sia possibile raggiungerlo anche attraverso la pratica estetica delle arti.

Posso anticipare che ci sarà uno spazio in cui verrà allestita una mostra di opere sciamaniche, e un palco dove si alterneranno delle voci e dei corpi e leggeremo, suoneremo, proietteremo noi stessi sulle pareti e tutto finirà con un rituale orgiastico d’improvvisazione di voci e suoni. E saremo più vicini alla Verità. O comunque, tenteremo di fare qualcosa del genere.

Verranno richiamati anche «spettri», dunque. «Caverne» interiori non sempre abitate. Un ulteriore tentativo di ri-connessione, con se stessi e con la realtà in cui ognuno di noi si trova, soprattutto in un momento storico in cui, forse, non è mai troppo parlarne. Siete d’accordo?

Sicuramente c’è anche questo. Penso che l’uomo, però, non possa prescindere da un lavoro interiore, spirituale, profondo e di crescita – nonostante le distrazioni dei nostri tempi.

L’artista, come lo sciamano, dal canto suo, lavora sull’autocoscienza del proprio percorso, della propria immagine e del proprio io più profondo.

Nel nostro contesto si usa spesso la parola consapevolezza, chiaramente riferendosi anche alla conoscenza puramente tecnica dello strumento. Io credo che questa sia una parola così pregnante e significativa, in un contesto critico sui fatti estetici, proprio perché indica, sì: la consapevolezza del mezzo, ma anche e soprattutto una coscienza spirituale sviluppata e lucida: dove entrambe le definizioni sono così relative da indicare gli infiniti differenti percorsi che la storia dell’arte ci ha mostrato. Quindi: credo che sia fondamentale -sempre – celebrare lo spirito, l’ascesi, la magia, la pazzia, tutto ciò che non si può spiegare, l’errore, il sogno e l’invisibile.

Ci parlate meglio di “Bestiarius Immaterialis”? Possiamo trovarlo soltanto online?

Il Bestiarius Immaterialis, come dicevamo in risposta alla prima domanda, è una rubrica di illustrazioni e brevi testi che presentano delle creature provenienti da un altrove invisibile e intangibile. Pubblichiamo un pezzo a settimana, ogni giovedì, su Stanza251 (www.stanza251.com) che ci ospita e che ringraziamo e su cui troverete, il 10 giugno, una piccola sorpresa che presenteremo durante Aya-wasca.

Anche il Bestiarius, come Aya-wasca, nasce da una serie di coincidenze, come tutto. Per chi crede alle coincidenze. Per noi: nasce dalla Voce e con la Voce e per la Voce – ma questo è un discorso che continueremo il 9 e il 10, per chi avrà la bontà di seguirci…

Per che cosa vi hanno convinti gli artisti coinvolti in Aya-Wasca? Perchè proprio loro?

Gli artisti coinvolti sono amici ma  di cui conosciamo e stimiamo i lavori.  Lilly Briguglio, Lucia Foti, Laura Pittaccio, oppure Simone Corso, che ci leggerà un suo testo, messo in scena di recente. Altri ancora sono capitati, quasi per caso; come per «Interno Clorofilla» di Nunzio Bonina, di cui nessuno ha mai visto le opere, se non parzialmente sui social, e secondo me fa cose bellissime. In quel caso è capitato: ho visto i suoi lavori e gli ho chiesto di portare qualcosa, semplicemente. Ancora, abbiamo preparato dei lavori con Virginia Latella e Giulia De Luca, lavorando ex-novo su dei testi imprescindibili della letteratura del novecento, pur non conoscendoci. Ci siamo messi assieme a Fabrizio Marcellino, che si occuperà della musica, con cui già da anni si è stretta una forte amicizia e intesa creativa. Il contributo di Claudio D’Iglio, poi, è stato fondamentale.

Insomma, è stato un po’ lasciarsi guidare dai flussi, fare in modo che le cose succedessero, senza forzarle, senza nessun metodo statico o uguale per tutti. Quello che abbiamo sentito “giusto” lo abbiamo incluso, lo abbiamo chiesto e lo abbiamo fatto.

Nella speranza che non sia una “separazione” ma un “arrivederci” (e pure prestissimo!), salutiamo Andrea, Emiliano e tutti gli artisti per rivederli ed ascoltarli il 9 Giugno al Dalek Studio alle ore 17.00.

Siateci. Noi non vediamo l’ora!

Il Dalek Studio si trova a Messina, in Via Tremonti_Fondo Cardia (seguire indicazioni per il centro Hellen Keller). E’ Studio di Registrazione, Sala Prove, VideoMaking, Associazione Culturale e Residenza D’Artista.

Info e contatti:  dalekstudio@gmail.com

Laura Faranda

Laura Faranda

Nata a Messina nel 1984. Critica e curatrice di Arte Contemporanea. Anche Dottore di Ricerca in Geografia Umana e Culturale, per questo particolarmente sensibile all'interazione arte/territorio. Ama l’arte ed ogni suo riflesso: dalla tradizione artistica medievale alle espressioni di avanguardia, purché non si cada nel cattivo gusto. Desiderosa di conoscenza, sperimenta spesso i più diversi canali di ricerca. Per scirokko.it cura si occupa di critica d'arte contemporanea e della promozione di nuovi artisti e di eventi culturali messinesi e siciliani.
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