Il bambino che cresce con le fiabe

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“C’era una volta…”, elfi, lupi e principesse… sottofondo antico di trame contemporanee.

Già, perché le fiabe sono ancora quanto mai attuali e importantissime per lo sviluppo psichico del bambino in ogni fase evolutiva.

In tempi stressanti per i bambini, dove il raggiungimento della competenza a tutti i costi sembra essere la questione e il gioco è “eccitato” da app coloratissime e velocissime, mi sembra possa essere utile per il genitore trasmettere l’importanza e la portata quasi rivoluzionaria di un gesto semplice come il racconto di una storia.

I bambini lo sanno intuitivamente che le fiabe sono “roba seria”, ascoltano e vi si immedesimano nei personaggi. Questo movimento interno è fondamentale perché consente al bambino di empatizzare e sviluppare risorse emotive arricchendo la sua vita interiore. Egli può dire e dirsi che è felice, deluso, arrabbiato, allegro, egli può essere sia la Cappuccetto Rosso indifesa che il lupo cattivo al contempo.

Non dimentichiamo che la fiaba “parla” a tutti i livelli della personalità umana, conscia e inconscia e che le sue “situazioni/personaggi tipo” affrontano i problemi psicologici o conflitti legati al percorso di crescita (per esempio l’angoscia di separazione o il bisogno di sentirsi amati). Tuttavia, nelle storie, il bambino incontra un potente “ingrediente magico” per lo sviluppo della resilienza, ovvero la fiducia di poter riuscire, nonostante i pericoli, i fallimenti, le paure.

Attraverso il senso dell’esperienza, le fiabe insegnano ancora al bambino a trovare il significato più profondo della vita, ad acquisire la possibilità di comprendere se stesso, a dare “ordine alla sua casa interiore”.

Nelle storie inoltre, il bambino non incontra solo se stesso ma anche l’Altro. Allontanandosi pian piano dal suo egocentrismo, la comprensione abbraccia anche l’idea di altre persone uniche con le quali entrare in rapporto. Si apre così l’orizzonte della relazionalità e della complessità del mondo.

Accompagnare i figli nella lettura del mondo e dei suoi cambiamenti attraverso le fiabe. Trasmettere loro l’importanza di una vita ricca di significato. Niente di più dirompente e controcorrente.

Fiabe in rosso” e “Antiprincipesse” lo dimostrano, consigliatissimi a genitori o chi si occupa di infanzia.  Il primo è un libro per bambini dai 5 anni in sù contro la violenza sulle donne e gli stereotipi di genere, il secondo un progetto letterario per la fascia di età 7-11 di rottura con le convenzioni sociali.

Come “toccare” aspetti molto profondi e complessi per la mente di un bambino, come costruire una cultura che rifiuti la violenza dove il finale non è mai scontato. Verso un’affettività sana e costruttiva.

Le letture interpretative, come si può immaginare, possono essere infinite e inesauribili, mai scontate, proprio come l’esperienza della vita.

Perché si accendano, sin da bambini, le menti degli adulti di domani.

Janette Palella, Psicologo

Contatti: janette.palella@gmail.com

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