Domenico Trifirò: Sacro e Profano

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La galleria Kalòs di Messina, per la rassegna di mostre di arte contemporanea “ArtistiInVista”, presenta Domenico Trifirò, con la sua esposizione “Sacro e Profano”. Trifirò, messinese, classe 1947, inizia presto il suo percorso artistico, che va concretizzandosi specializzatosi in Arti Plastiche all’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria. Allievo del famoso scultore calabrese Michele Rago, comincia a sperimentare diverse tecniche artistiche di scultura, arrivando ad indagare sulla fusione dell’argento e della lavorazione della cartapesta. Assistente di cattedra di Figura e Modellato al liceo artistico di Reggio e titolare di cattedra all’Istituto d’Arte di Messina, continua a lavorare come artista, ricevendo diversi premi e riconoscimenti.
Fonda, insieme ad altri, il gruppo artistico “Cariddi” ed espone, oltre che a Messina, a Padova, a Venezia e nelle isole di Salina e Lipari.

Adesso presenta alla Kalòs una mostra complessa, ardita, al Sacro e Profano accosta lo stile medievale ghibertiano e l’impressionismo scultoreo di Degas ed al modernismo antonelliano di certe crocifissioni del Maestro dello Stretto, la tecnica della lavorazione della terracotta a quella della cera (uno dei pochi artisti che ancora la lavora), il tema religioso (quello presepiale, la crocifissione, la passione) al tema profano del nudo, dell’unione sessuale, della donna come “femmina”, arrivando a toccare il mito dello Stretto di “Glauco e Circe”, riflesso nelle Metamorfosi di Ovidio ed il tema attualissimo dello sbarco dei profughi nell’isola di Lampedusa.La minuzia dell’arte del presepe in terracotta, in cui personaggi domina una forte espressività e gestualità, si accosta alla grande manualità del modellare figure scultoree che si contorcono, si sfiorano…

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Il tema della maternità, della vita, della famiglia, della passione e dell’amore sacri si confronta con il tema dell’amore profano… quello della seduzione, della passione e della delusione amorosa, della complessità dell’unione uomo-donna. Nudi ellenizzanti, naturalismo, attenzione al dettaglio, anche il bozzetto per la porta in bronzo della chiesa di San Nicolò di Messina, il gusto antico che abbraccia quello moderno e contemporaneo. Queste le cifre di questa esposizione che risulta un piccolo ma potente gioiello nella galleria che la accoglie.

Fino alle 20 di questa sera, 18 Marzo.
Ingresso gratuito.

Laura Faranda

Laura Faranda

Nata a Messina nel 1984. Critica e curatrice di Arte Contemporanea. Anche Dottore di Ricerca in Geografia Umana e Culturale, per questo particolarmente sensibile all'interazione arte/territorio. Ama l’arte ed ogni suo riflesso: dalla tradizione artistica medievale alle espressioni di avanguardia, purché non si cada nel cattivo gusto. Desiderosa di conoscenza, sperimenta spesso i più diversi canali di ricerca. Per scirokko.it cura si occupa di critica d'arte contemporanea e della promozione di nuovi artisti e di eventi culturali messinesi e siciliani.
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