Eugenio Vanfiori: “Spettacolo viaggiante”

Vanfiori

 

 

All’Università Telematica Pegaso di Messina prosegue la rassegna di mostre d’arte contemporanea, intitolata “Pegaso SpazioArte”, atta a contribuire a promuovere nella città dello Stretto artisti messinesi e siciliani, spesso talenti ampiamente riconosciuti al di fuori del contesto natìo. La rassegna, curata da Gabriella Papa, ancora fino al 5 Maggio presenta la interessante personale di pittura di Eugenio Vanfiori, giovane artista di Messina noto in campo nazionale e professore di Storia dell’Arte che da qualche tempo vive e lavora fuori dal contesto messinese.

Vanfiori, seppur  lontano dalla sua città natale, ha da sempre mantenuto un legame forte con essa, innanzitutto facendo parte della storica famiglia messinese di giostrai che risanò l’area di discarica del quartiere Annunziata della Città piantando molti ed importanti alberi (oggi gran parte abbattuti per la creazione di un parcheggio…) e creando un Baby Park che fu il primo permanente in Sicilia ed il terzo per valore in Italia (fortunatamente ancora esistente ed attivo).

Da sempre attratto dal “suo” contesto “ludico”, di giostre e giochi per bambini e ragazzini e manifestando una spiccata vena creativa, Eugenio da diversi anni si dedica all’arte pittorica, sua passione e suo lavoro, ritraendo la sua visione di quelle giostre. Una immagine che risulta essere un’acuta riflessione sulla realtà… sulle contraddizioni di questa ultima, sulle sue sfaccettature, sui suoi momenti di stasi e sulle sue repentine evoluzioni (lo “spettacolo è viaggiante”) e, di conseguenza, sull’esistenza degli individui… scegliendo come mezzo la potente metafora della giostra.

Nelle sue opere si intrecciano, come le rotaie delle montagne russe ritratte, l’importanza del gioco nel bambino e l’alienazione dell’individuo contemporaneo (si pensi a “giostra umana” in cui uomini nudi, con piedi e mani legate, girano sempre intorno allo stesso centro, a vuoto, ognuno su un finto cavallino). Alienazione che appare evidente anche in “giostra rupestre”, in cui in una caverna il perno di una giostra è il cranio di animale ed in cui i finti cavalli del gioco sono sostituiti da veri e vivi cavalli selvaggi, forse simbolo della necessità di un ritorno alle origini come conseguenza di quella alienazione e delle brutture moderne e contemporanee. Alienazione che riecheggia anche nella quasi totale assenza umana (raramente ritratta come sfocata o comunque “intrappolata”) nel contesto ludico raffigurato.

Nel contempo le opere esposte sono seducenti per i colori (quelli dei macchinari dei giochi che sempre catturano l’occhio dell’Artista), per la velocità del tratto… vortici che assorbono totalmente chi li osserva… per essere  spesso sfiziosamente grottesche.

Questa di Vanfiori, “Spettacolo viaggiante”, è una “puntata” nella sua Messina, in modo originale e giocoso ma supportato da un occhio realistico, che sarebbe un peccato perdere.

Fino al 5 Maggio.

Ingresso gratuito.

Orari: 10.00 – 13.00;  16.00 – 18.00

L’Università Telematica Pegaso si trova a Messina, in via Corso Cavour.

 

Di seguito qualche scatto della mostra per cui si ringraziano Stefano Marino e Maria Teresa Zagone.

 

 

 

 

Laura Faranda

Laura Faranda

Nata a Messina nel 1984. Critica e curatrice di Arte Contemporanea. Anche Dottore di Ricerca in Geografia Umana e Culturale, per questo particolarmente sensibile all'interazione arte/territorio. Ama l’arte ed ogni suo riflesso: dalla tradizione artistica medievale alle espressioni di avanguardia, purché non si cada nel cattivo gusto. Desiderosa di conoscenza, sperimenta spesso i più diversi canali di ricerca. Per scirokko.it cura si occupa di critica d'arte contemporanea e della promozione di nuovi artisti e di eventi culturali messinesi e siciliani.
1 Commento
  1. Luigi

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    28/04/2017 at 9:36

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