Il giorno in più

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Gennaio è il mese del rodaggio, del primo freddo, della ripresa dalle abbuffate natalizie, inoltre tutto quello che succede a gennaio ti fa pensare che l’anno andrà in quella maniera, giusta o storta che sia. Ma è Febbraio il vero problema del calendario, la sua ambiguità risiede in quella giornata che ogni quattro anni si presenta nella credenza che l’anno bisesto è dunque funesto. Ma se onestamente ci guardiamo indietro non è che abbiamo giorni di gloria alle spalle, di cose ne sono accadute e neanche affatto piacevoli in città e non si trattava di anni bisestili.

Un giorno in più sul calendario è un giorno in più per vivere. Eppure viene considerato un fatto negativo. Forse perché bisogna lavorare un giorno in più? Affrontare un problema in più, o la possibilità che potrebbero crearsene di nuovi? Ci fa realmente paura questo? Quindi ci fa paura il tempo. Il tempo che ci invecchia, ci porta avanti, il tempo che non riusciamo a recuperare ma consentitemi, nemmeno a perdere. Si. Noi non perdiamo tempo, non stiamo più a guardare il cielo, non stiamo più nemmeno a guardare noi stessi in una foto che non sia un selfie. Corriamo sempre veloci da qualche parte e quando arriviamo ricominciamo. Ci da quasi fastidio il 29 febbraio, forse ci fa semplicemente paura. Io invece voglio pensare che quel giorno in più non va sprecato e che anzi vada sfruttato al meglio. Non è vero che di 28 ce n’è uno.

Ileana Panama

Ileana Panama

Filosofa dallo spirito libero e passionario. Mille difetti e un solo pregio: la caparbietà. Pare che per essere il direttore basti. Non ama le mezze misure, le mezze parole e le mezze stagioni. Onestà intellettuale ed educazione, queste le cose che apprezza negli altri. Profondamente attaccata alle sue radici, è tornata, dopo un lungo vagabondar per restare ma soprattutto per Fare. Imperdibili le sue interviste.
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