Il treno delle 7:30 senza lui. È stato soppresso! Italia a due velocità

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Ai tempi de “La Solitudine” di Laura Pausini, Marco non prendeva più quel famoso treno, non perché lo perdesse o perché fosse in ritardo, ma solo per seguire la famiglia in una nuova città, lontano dalla sua amata! Oggi i ragazzi non vanno a scuola perché attendono invano un treno che non arriva mai, ma l’importante è che “Trenitalia si scusa per il disagio”. Grazie Trenitalia. Porgerò le tue scuse al mio datore di lavoro quando mi licenzierà, alla mia professoressa quando mi boccerà e alla mia ragazza quando, stanca di aspettarmi, avrà nuovamente stretto i rapporti con il suo ex, che di nome fa Marco!

C’è da dire però, che da quando la Pausini si disperava per Marco, ad oggi che canta nei palcoscenici internazionali smutandata con lo slogan “yo la tengo como todas” qualcosa è cambiato, non solo in lei, ma anche nei trasporti ferroviari. Quantomeno nelle tempistiche. Negli anni, Ferrovie dello Stato si tramuta in Trenitalia e attua una serie di lavori sulle reti ferroviarie portando in Italia l’alta velocità! Pensate che in poco tempo i treni “freccia” (denominazione dei treni di ultima generazione), sono in grado di coprire distanze siderali. Porto alcuni esempi:

Napoli – Roma: 1h 10min, Roma – Firenze 1h 22min; Firenze – Milano 1h 40min; Milano – Torino 1h 00min.

freccia-rossa intro artFacendo due calcoli da Napoli a Torino senza alcun cambio ci si arriva in 5h 25min. Non li chiamate progressi questi? Se vi accingete a prenotare con modesto anticipo, fruendo di scontistiche particolari, non sono neanche così costosi. Altra cosa da non sottovalutare, i freccia hanno il costo del biglietto garantito in caso di sciopero. Sono dotati del servizio ristorante, wireless, hostess sorridenti, poltroncine comode e nei bagni potete trovare anche il sapone per lavarvi le mani. Insomma un’altra storia! Pensate che figata se siete con i vostri amici in centro a Napoli e magari volete cambiare aria. Andate in stazione, si prende il treno e in un’ora siete a Roma coprendo una distanza in linea d’aria di circa 188 km.

Se, invece, vivete in una città come Messina e decidete di andare in treno nel capoluogo siculo percorrendo una distanza in linea d’aria di circa 192km impiegherete in media 3h 40min. Se volete andare a Catania ci metterete all’incirca 2h 00min, per ricoprire una distanza sempre in linea d’aria, di 87,1km. Ovviamente non tengo conto di quante vetture al giorno fanno questo percorso e non lo faccio per due motivi. Il primo perché vi bombarderei di numeri, il secondo perché il confronto è impietoso. Avete capito bene, non è solo impietosa la tempistica che si impiega per percorrere all’incirca la stessa tratta, senza tenere in considerazione l’esempio/scempio di Catania, ma anche il numero di vetture che le collegano. Se poi per caso voleste invece traghettare a Villa San Giovanni, fatelo il più presto possibile!! Perché Trenitalia sta attuando uno smantellamento della flotta Bluferries (trasporto convogli ferroviari attraverso lo Stretto di Messina), considerata insostenibile dal punto di vista dei costi.

palermo_centrale intro art 2Mi sono chiesto perché alle soglie del 2015 la situazione trasporti non ha subìto alcun miglioramento e non ho dovuto impiegare molto tempo per fare delle ricerche. In sintesi i treni che collegano la Sicilia, viaggiano su un mono-binario risalente al periodo… fascista! Ergo, noi viaggiamo su delle rotaie che sono resistite ai bombardamenti del secondo conflitto mondiale. Pensate che culo! Quando ci spostiamo in treno, la storia viaggia con noi. E ditelo pure ai milanesi cosa si perdono! A volte può capitare che il treno porti un leggero ritardo di 4h, perché tra i binari può essere  ritrovato un ordigno inesploso. “Trenitalia si scusa”, ma non dovrebbe, perché non sa che inconsapevolmente ci avvantaggia sui nostri colleghi polentoni; di fatti noi terroni quando viaggiamo in treno ci portiamo dietro tutta la storia del nostro paese, anche le bombe, oltre che le pulci. Come se facessimo un giro tra gli scavi di Pompei. La stessa cosa! Anche le nostre rotaie dovrebbero essere tutelate dall’Unesco! Qualcuno può spiegarmi perché a Pompei devono mandare i Commissari Europei e da noi no? Forse nel “continente” non sanno che noi viaggiamo su dei reperti storici (treni inclusi)? Magari non ne sono a conoscenza ed è per questo che ci ignorano. È il momento di farglielo sapere. Quando ho un po’ di tempo libero, mi avventurerò in treno verso il continente. Impiegherò 80gg per arrivare a Salerno, ma una volta superata quella tratta, sarà una passeggiata!!

Adriano Oteri

Adriano Oteri

Messinese, classe 1985. Perito industriale, con qualche difficoltà nel riconoscere la differenza tra un cacciavite a stella e uno italiano. Nel percorso universitario decide di seguire le sue passioni, laureandosi in Scienze Politiche. Poliedrico ed estroverso, coltiva sin da bambino una passione smodata per la musica e il canto. In campo lavorativo ha ricoperto diversi ruoli, nel ramo amministrativo e legale, in società private e nel settore della Pubblica Amministrazione. Ad oggi si occupa di selezione del personale e vive fuori Messina. Fermo sostenitore dello Stato di Diritto, per Scirokko scriverà nella rubrica #ilGiuda dedicata ad inchieste, temi sociali e attualità.
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