La principessa analista e il Gattopardo

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Un’appassionante storia d’amore nella Sicilia dei primi del Novecento che intreccia letteratura, psicoanalisi e cinema. Una storia che merita di essere raccontata.

Lui, il principe Giuseppe Tomasi di Lampedusa, autore del noto “Gattopardo”, lei, la principessa baltica Alexandra Wolff Stomersee (detta Licy), allieva di Sigmund Freud e apprezzata analista. La coppia protagonista di un clima culturale fertilissimo della Palermo colta ed elegante di quegli anni. Incontri salottieri di notevole spessore e dalle presenze importanti, non ultimo il poeta Lucio Piccolo di Calanovella.

La principessa, nota per il suo charme e autorevolezza, portò nel castello la sua immensa passione per la psicoanalisi e il lavoro clinico con i pazienti. Carismatica e punto di riferimento per la comunità scientifica, ebbe il merito non solo di aver portato la psicoanalisi di Freud in Sicilia ma di aver fatto vivere alla Sicilia slanci culturali europei. Pregiata del titolo di Presidente della Società Psicoanalitica Italiana, fu la prima donna a rivestire l’importante carica.

Pare proprio che la nascita del capolavoro del “Gattopardo”, quello del “tutto cambia perché tutto resti uguale”, sia stata vista, sostenuta e incoraggiata dalla moglie di Tomasi di Lampedusa. Dalle parole di Licy, “io e mio marito stavamo seduti sulla panchina a guardare la luna, lui era triste, inquieto, non riusciva ad abituarsi al nuovo palazzo (…). Gli dissi: la luna è uguale in ogni posto, è luce nella fantasia e nell’immaginario, perché – gli chiesi – non ti eserciti a immaginare la vita che ha vissuto il palazzo, com’era, cosa succedeva? Scrivi e tutto vivrà come prima”.

E forse da quell’osservazione molto psicoanalitica tutto ebbe inizio, tutto quello che poi sarà il successo mondiale del manoscritto edito dopo la morte dello scrittore e la regia del grande Luchino Visconti, grazie all’eclettismo, alla lungimiranza e all’intelligenza della principessa analista.

Invece del tradizionale “… e vissero felici e contenti” è bello forse lasciare un po’ insaturo il finale e continuare la storia, per chi volesse, davanti al bel film del regista Roberto Andò, “Il Manoscritto del Principe”. Buona visione!

Janette Palella, Psicologo

Contatti: janette.palella@gmail.com

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