L’arte outsider nel messinese: la Cappella di Patrizio

outsider art

Insieme a Giovanni Cammarata, il cavaliere di Maregrosso (zona sud del messinese); ed a Gaetano Chiarenza, il “matto” del centro diurno Camelot di Messina, un altro meraviglioso esempio di Outsider Art della provincia della città dello Stretto è la Cappella di Patrizio, di Patrizio Decembrino.
Sorta a poco, a poco per devozione, per volere, per la creatività e per la determinazione del suo autore, si colloca fra Piraino e Sant’Angelo di Brolo, in contrada Rinaloro.
Patrizio, muratore, lavoratore e creativo così detto “irregolare”, attaccato al suo luogo natìo e lungimirante nel capire che la sola creatività può risollevare i luoghi dimenticati o trascurati, terriotriali e della propria anima, comincia a costruire una cappella, innanzitutto per una solida fede nella Vergine di Tindari.
Rosa shoking, con rifiniture verde acqua. Una piccola edicola centrale a custodire la Vergine e due torri laterali a sostegno della intera struttura.
Usa ogni tipo di materiale di scarto e ne esce un delizioso esempio di arte outsider.
All’apice di una torre, una campana; all’apice dell’altra, un orologio, come simbolo del tempo che passa.
Una cappella sorta per far sentire la propria voce da parte di Patrizio e per richiamare la popolazione locale alla propria identità, oltre che ad un momento di ristoro e magari di preghiera.
Ora è diventata oggetto di studio, a livello internazionale, da parte di ricercatori, studiosi e critici di arte outsider.
Il simbolo che, spesso, nei luoghi ed ancor prima nelle persone non in vetta in una (purtroppo ancora troppo presente) classifica sociale risiede tutta l’identità creativa che può guidarci verso progetti territoriali e non più ampi.

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