LE ETA’ DI INTERNET

le età di internet

Si tratta di un libro che contiene diversi contributi multidisciplinari, in forma di saggi, di studiosi di diverse aree scientifiche che analizzano quali e quante possibili conseguenze possano determinare nell’uomo, inteso come soggetto capace di “elaborare” conoscenza, con una profonda riflessione sul suo rapporto sempre più stretto con Internet e con le nuove tecnologie digitali.

E’ proprio il concetto di conoscenza, fino a poco tempo fa intimamente legato con una predilezione per i saperi  umanistici che oggi rischiano invece di rimanere ai margini del progresso culturale (perché tutto è scientifico e digitale), che ne esce modificato nel suo sistema di relazioni e comunicazioni,  concetto (e sistema) tradizionalmente di fondamentale importanza per la formazione, la crescita e lo sviluppo di ogni persona.

Il volume vuole contribuire a diffondere nuove consapevolezze, anche critiche, su Internet, sulle nuove tecnologie digitali e sull’incidenza che avranno inevitabilmente sulla vita culturale e di relazione dell’essere umano; un contributo quindi per affrontare il problema dell’utilizzo consapevole di queste nuove tecnologie.

Il sistema di conservazione, perpetuazione e diffusione della cultura per secoli è stato quello del “libro”. Per la verità anche prima di Gutenberg gli uomini avevano sentito il bisogno di trasmettere le proprie conoscenze alle generazioni future attraverso sistemi diversi (graffiti, papiri, ecc.); ma oggi la differenza è macroscopica fra il modello di testualità, proprio del libro, e quello di altre forme di editoria elettronica. L’ebook, si chiama così, consente non solo e non tanto la lettura ma anche i “salti” consentiti dall’interattività, dall’ipertestualità e dalla multimedialità, ossia i rimandi a nomi, luoghi, immagini, altri testi. E’ però una lettura che mi permetto di chiamare utilizzando le parole di Marcuse “ad una dimensione”, una lettura cioè alla quale manca l’intervento degli altri sensi oltre la vista: manca il tatto legato alla concreta esistenza dell’oggetto-libro, manca l’olfatto connesso all’odore di carta e di inchiostro, manca l’udito che percepisce il fruscio delle pagine. E questa mancanza in qualche modo rende le cose – a mio parere – più distanti e più difficili.

Direbbe Cacciari, forse, che è l’età della lettura “liquida”, ossia indistinta, indefinita quasi asessuata, il cui rischio è quello di un “sovraccarico cognitivo” (il concetto è di Mario Capanna).

 Alla domanda ciascuno potrà dare una propria risposta.

LE ETA’ DI INTERNET di Fausto Pagnotta

Le Monnier Università, 2014

Alfredo Ambrosetti

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