Le leggende del Santuario di Dinnammare

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A 1130 metri di altezza, sull’omonimo monte, sorge il santuario della Madonna di Dinnammare. L’origine del suo nome deriva dal latino “bimaris”, e la ragione nasce dal fatto che dalla piccola chiesetta è possibile ammirare i due mari dello Stretto, lo Ionio e il Tirreno, oltre l’intero panorama della città di Messina, la costa milazzese e le Isole Eolie.

Il culto della Madonna di Dinnammare prende vita dal racconto di due leggende. Si narra, infatti, che un pastore, originario della famiglia Occhino, si trovasse un giorno sulla montagna, all’improvviso inciampò su una tavoletta di marmo con su impressa l’immagine della Vergine Maria. Il ragazzo la prese con sé e torno verso casa. La mattina seguente, appena sveglio non trovò più la tavoletta, iniziò a cercarla, e infine la ritrovò nello stesso posto in cui il giorno prima ebbe la fortuna di imbattersi. E questo accadde per due tentativi consecutivi. Il parroco di Larderia, paese di origine del pastore, una volta venuto a conoscenza di questo fatto, volle che questa miracolosa lastra di marmo fosse conservata nella chiesa del paese. Così fu fatto; ma anche da lì la tavoletta scomparve per essere ritrovata sul monte, nel medesimo luogo. A quel punto la decisione da prendere fu semplice: tutti furono d’accordo che la lastra di marmo fosse destinata a quel monte, e che dovesse essere edificata una chiesa per custodire e pregare la Madonna di Dinnammare.

La seconda leggenda invece racconta che la sacra Immagine provenisse dal mare, trasportata da due mostri marini, i quali la lasciarono sulla spiaggia di Maregrosso. Alcuni pescatori iniziarono ad adorare l’icona, e nel tempo quel tratto di spiaggia si trasformò in un santuario, tanto era il numero dei fedeli che si riunivano in preghiera. Successivamente, su iniziativa degli stessi pescatori, l’immagine della Madonna fu portata sul monte dove adesso sorge la chiesetta.

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