Maria Costa: la poetessa di Messina

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Si è spenta all’età di 89 anni e dopo una lunga malattia la poetessa messinese Maria Costa. Originaria delle Case Basse della zona Paradiso della città di Messina, ha spiccato il volo con la sua poesia diventando un importante simbolo identitario per la città dello Stretto ed 13573461_306722823001146_2139483415_nun notevole punto di riferimento nel campo della poesia siciliana. Il suo nome è stato, infatti, iscritto nel registro dei “Tesori Umani Viventi” dall’Unità Operativa XXVIII – Patrimonio UNESCO, Registro Eredità Immateriali della Regione Siciliana. La sua figura è stata anche celebrata dal regista messinese Fabio Schifilliti nel suggestivo cortometraggio “Come le onde”, il cui titolo suggerisce l’amore profondo della poetessa per il “suo” mare e la sua terra. Nei suoi versi cantava, in dialetto siciliano, le radici della sua città, Messina; una città bistrattata, dimentica di avere una bella storia culturale-artistica risalente al periodo antecedente al terribile terremoto del 1908 che la mise in ginocchio e dal cui evento non è mai riuscita a riprendersi del tutto. Le sue poesie sono state raccolte in diversi volumi tra i quali “Farfalle serali”, “Mosaico”, “ ‘A prova ‘ill’ovu” e “Cavaddu ‘i coppi”. Ha espresso la sua creatività anche in singolari opere d’arte, in cui non dimenticava la poesia, partecipando a diverse mostre collettive sull’arte del riciclo organizzate nell’Ecolab di Messina, galleria d’arte contemporanea gestita da Linda Schipani e poi musa di una delle pensiline della linea tranviaria nell’opera di Eugenio Vanfiori, infine testimonial di uno spot per una nota marca di caffè. Maria Costa era una eroina d’altri tempi, carica di energia quasi sacrale e fortemente attraente. Una parte di storia messinese che non si dimenticherà, ritrovandosi sempre nella poesia.

28 Dicembre 1908

Cambiò di spalla
Colapesce,
quel nefando mattino

Sussultò la terra,
in ruina infernale,
flagello,
giudizio universale.

Tu, prostrata,
sventurata,
naufragasti in macerie,
gemiti, smarrimento,
lamento,miasmi,
e fu schianto e fu pianto;
Madonna di dolore.

Pianse il Tamigi,
il Don e l’Eufrate;
oh Messana.
Città di Fata Morgana,
miti e leggende.

L’alba spettrale,
ti fasciò di gramaglie,
dai picchi alla marina,
ma dai mari glaciali,
primiera salpò la schiera,
dai pompon rosso corallo e
solini azzurro intenso.

Voi, russi fratelli,
foste balsamo, malva,
unguento, linimento,
infuso e decotto,
alle ferite dell’anima,
di quel Dicembre
milenovecentotto!

Maria Costa

Laura Faranda

Laura Faranda

Nata a Messina nel 1984. Critica e curatrice di Arte Contemporanea. Anche Dottore di Ricerca in Geografia Umana e Culturale, per questo particolarmente sensibile all'interazione arte/territorio. Ama l’arte ed ogni suo riflesso: dalla tradizione artistica medievale alle espressioni di avanguardia, purché non si cada nel cattivo gusto. Desiderosa di conoscenza, sperimenta spesso i più diversi canali di ricerca. Per scirokko.it cura si occupa di critica d'arte contemporanea e della promozione di nuovi artisti e di eventi culturali messinesi e siciliani.
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