Marilyn Manson: il lato angelico del diavolo della musica

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Lui (Anton La Vey) disse: “Voglio farti Reverendo” e mi diede una tessera rossa che attestava che ero ministro della chiesa di satana. Non sapevo che accettare quella carta sarebbe stato uno dei gesti più controversi che avevo fatto fino a quel momento.

 

(cit. Marilyn Manson nella sua biografia “La mia lunga strada dall’inferno”)

 

1996 Antichist Superstar: 7 milioni di dischi venduti in tutto il mondo.

Giornalista musicale, poeta, disegnatore e pittore (i suoi dipinti sono stati esposti nelle gallerie di tutto il mondo e possiede lui stesso una Galleria d’Arte).

Fermo immagine sul Marilyn Manson del 2016. 1,90 m di pelle bianca candida avvolta da stoffe nere.

 

Si riavvolge il nastro: 1996.                        

Abbiamo davanti a un ragazzo di ventisette anni, occhi chiari e lunghissimi lisci capelli neri. I primi tatuaggi sembrano i lividi lasciati da un animo inqueto che, prepotentemente, cerca di emergere dalla sua pelle. Attraversa gli Stati Uniti lasciando dietro di sé una scia di dissenso, mentre una lista sempre più lunga di militanti dell’anticonformismo si arruola per la battaglia che vuole mettere a nudo le ipocrisie dei tempi moderni. Qualche musicista ha affermato che andare in concerto con lui è come andare in guerra. Droghe, alcool ed eccessi hanno fatto da cornice a uno degli artisti più controversi del secolo scorso.

 

“Non sono mai stato e non sarò mai un adoratore di Satana, per il semplice fatto che il Diavolo non esiste. Il Satanismo è l’adorazione di noi stessi, responsabili del nostro bene e del nostro male”. (Marilyn Manson)

 

La sua musica fu accusata di avere ispirato gli autori della strage della Columbine, nella quale due studenti uccisero dodici compagni e un’insegnante, per poi suicidarsi. Michael Moore girò un documentario sull’accaduto e diede voce anche Manson, il quale riuscì a mostrare nuovamente l’ipocrisia di una società fatta di morale incisa a lettere cubitali sui cartelli esibiti davanti all’ingresso dei concerti.

 

“Mi etichettano come un mostro perché la mia musica li spinge a uccidere. Forse. Ma io non ho mai messo un fucile semiautomatico in mano ad un 17’enne”. (Marilyn Manson).

 

Brian Hugh Warner: Canton, Ohio, 5 Gennaio 1969.

Per far sì che il sogno di un ragazzo di sedici anni, gravemente malato, diventasse realtà, ha collaborato con la celebre Fondazione Make a Wish, da anni impegnata nel rendere meno sofferente il periodo di cure dei giovani ricoverati negli ospedali americani. Lo spirito benefico di Manson non termina qui: ha donato una chitarra pitturata a mano da Six-String Masterpiece-The Timebag Darrell e inoltre, il programma sociale Little Kids Rock, per ogni 100 dollari raccolti, ha regalato strumenti musicali e lezioni a bambini che non avevano possibilità di permetterselo. Nel 2006 si unì al  Progetto NIghtlight, Fondazione di Los Angeles, che aiuta gli adolescenti vittime di abusi, diventandone benefattore. All’organizzazione Music for Life ha donato una chitarra. Ed infine, un’asta realizzata su Ebay ha raccolto circa di 3.000 dollari, utilizzati poi per offrire assistenza sanitaria nei paesi africani.

 

“Chi sarebbe il buon Marilyn Manson se nessuno odiasse Marilyn Manson?”

(Cit. Marilyn Manson)

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