Nino Cannistraci: “Anni ’80 e La Danza della Realtà”

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Si conclude oggi, alla galleria “Teste Matte” di Messina  “Anni’80”  la personale di Nino Cannistraci, a cura di Franco ed Ilia Currò.

In uno spazio appena nato nel cuore del centro storico di Messina, un week and di arte contemporanea che fa sicuramente evadere dalla routine, dalla retorica, dall’omologazione che spesso caratterizzano la quotidianità messinese.

Una positiva evasione che ancora per poche ore è possibile grazie alle opere di Cannistraci, noto e stimato artista messinese, che da una laurea in Scienze Politiche è approdato all’Accademia di Belle Arti di Roma seguendo quella che da sempre sentiva “la sua strada”, tanto da arrivare poi ad intraprendere la carriera didattica all’Istituto d’Arte messinese.

La mostra in corso alle Teste Matte può considerarsi un viaggio onirico ed un viaggio reale, non a caso il titolo ufficiale è “Anni ‘80” rifacendosi ad un periodo particolarmente intenso e visionario per l’Artista, ma il sottotitolo da Lui stesso suggerito  è “La danza della realtà”.

Olii, tempere ed acrilici dai colori di sogno e di incubo, di energia vitale e di riflessione profonda, che suggeriscono immagini in cui si susseguono molti e diversi simboli: il nudo femminile perfettamente delineato, la sagoma di un guerriero, animali ed elementi naturali, specialmente il pavone (notoriamente simbolo di bellezza narcisistica) e le ninfee (simobolo di candore e di bellezza pura).

Stessi elementi ma in opere tutte diverse per carica emotiva, per chiarezza, per riflessione…  Sicuramente, però, ad unirle è evidente il filo conduttore del contrasto -che da una dimensione onirica riporta alla realtà-  fra sacro e profano, uomo e donna, animale ed uomo.

Particolare attenzione traspare nel rapporto tra natura ed uomo, le quali entità dialogano in un rapporto di diversità ma che diventa di similitudine per il nascere ed il morire, del fiorire e dello sfiorire, dell’istinto animale e dell’elemento razionale.

La natura, gli animali hanno un ruolo speciale per Cannistraci perché considerati da Lui privi di sovrastrutture; magari troppo “semplici”, ma sicuramente sinceri, più chiari rispetto alla maggior parte degli individui.  E prive di sovrastrutture sono le stesse opere, in cui le immagini si svelano a poco a poco, spogliandosi, appunto, di tutte le velature.

Un figurativo abbozzato ma potente, dove  un valore speciale lo ha anche la donna… un essere bello, alle volte simbolo di narcisismo, ma quasi sempre capace di disarmare l’uomo.

Lavori che si rifanno prettamente agli anni ’80 della carriera dell’Artista, ma che sono profondamente attuali.

Una mostra che infine si propone come una riflessione filosofica e realistica sull’uomo, sulla vita, sull’identità.

Fino alle 21.00 di questa sera.

Ingresso gratuito.

Galleria “Teste Matte”, Messina – Via del Bufalo (pressi Via T. Cannizzaro alta)

Di seguito, qualche scatto della mostra.

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Laura Faranda

Laura Faranda

Nata a Messina nel 1984. Attualmente dottoranda all’Università di Messina, con un progetto in Geografia culturale. Attraverso l’analisi dei beni culturali studia il territorio ed il patrimonio annesso. Ama l’arte e ogni suo riflesso: dalla tradizione artistica medievale alle espressioni di avanguardia, purché non si cada nel cattivo gusto. Desiderosa di conoscenza, sperimenta spesso i più diversi canali di ricerca. Per scirokko.it si occupa della promozione di nuovi artisti messinesi e di eventi culturali.
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