“Pensieri divergenti”. Andrea Reitano

Reitano 7

Dal testo critico in catalogo di Laura Faranda

 

Questo nuovo progetto espositivo di Andrea Reitano, “Pensieri divergenti”, trae il titolo, nonché l’essenza, dal noto “pensiero divergente” di J.P.Guilford. Secondo il noto psicologo, il tipo di pensiero in questione è quello più strettamente connesso all’atto creativo. Egli, infatti, asserisce che il “pensiero divergente” non è altro che la capacità di produrre una gamma di possibili soluzioni per un dato problema, nel cui contesto non esiste una sola risposta corretta. Allo stesso modo, nell’atto creativo, un artista ha spesso bisogno di esplorare una serie di possibili modi di realizzare la sua opera prima di decidere la resa migliore. Ovviamente, non esiste atto creativo senza originalità, dinamicità ed introspezione.

I lavori in mostra ben evidenziano, in modo manieristico, tutte le componenti “divergenti” di Guilford, ma rendendosi talvolta piacevolmente bizzarri e contemporanei.

La mostra è un viaggio tra sogno ed inconscio, in cui lo spettatore viene letteralmente guidato da una “segnaletica surrogata” che evidenzia una dimensione nel contempo surreale ed attuale. “Surreale” perché volutamente manomessa da Reitano; “attuale” perché esprime condizioni, stati d’animo, in cui spesso, specialmente nel tempo odierno, si è costretti ad imbattersi.

Il “viaggio” si struttura in tre tappe: Nuvole, Prospettive e Favole. Una esposizione che unisce vecchio e nuovo; i motivi tradizionali della pittura di Reitano e nuove forme di espressione. Ma linee guida indiscusse rimangono  da un lato, la necessità da parte dell’Artista di interrogare il proprio “io”, scendendo nei sentieri più impervi della propria anima; dall’altro, di stuzzicare chi osserva, interrogandolo sul senso dell’opera con cui si confronta e sulle proprie idee, le proprie convinzioni o incertezze.

Il supporto delle opere è sempre la tela (che alle volte, come nelle “Favole” di piccolo formato, viene posta su supporto rigido) ed il colore è sempre quello ad olio.

Analizzando concettualmente le tre tematiche…

Le nuvole, acqua evaporata che riflette ed immagazzina energia solare, sono luogo di origine di fulmini, tuoni, pioggia. Ma esistono diversi tipi di “nuvola”… oltre che di pioggia, di neve, di grandine; ma anche portatrici di bel tempo. Sospese nell’atmosfera, prendono forma nella mente di chi le osserva. Portatrici di speranza, ma anche minacciose, presagi di inganno, di dubbio.

Le Nuvole di Andrea Reitano “galleggiano”, come librandosi nella psiche di chi le ha dipinte e di chi le guarda, tra spirito e materia; spesso portatrici di bel tempo dopo pause di incertezza, “popolando” distese di cieli ormai sereni.  Ricordano certe culture orientali secondo le quali il saggio viene identificato con una nuvola: si trasforma, perde momentaneamente il suo Io e sperimenta una metamorfosi che lo porta a nuova forma.

“Prospettive” è il tema figurativo tradizionale dell’arte di Reitano, il quale, a differenza di ciò che avviene normalmente nell’arte contemporanea, spesso caratterizzata da un rifiuto della prospettiva (i confini si fanno sempre più fluidi e labili,  l’arte segue la velocità dei tempi mettendo in atto un linguaggio simultaneo), nelle opere esposte emerge la necessità di un’accurata articolazione dello spazio, che inizia “a respirare”, ci induce ad immaginare oltre ciò che vediamo in primo piano. La pittura di Reitano è (qui ed in generale) esistenziale.   La prospettiva, la dinamicità (motivo che lo contraddistingue da De Chirico e gli altri “colossi”, in campo artistico della prima metà del Novecento, di cui riporta rielaborati echi), la plasticità traspaiono rendendo evidente quel “senso del tempo” e “dell’evoluzione del proprio essere-nel-mondo” che si presentano quali caratteristiche principali del suo universo artistico. E’ anche una pittura metafisica, dove geometrie cartesiane rendono ben evidente il suo pensiero per cui l’arte e la vita sono “una questione di metodo”.

“Favole”, è un tema nuovo all’Artista; volutamente scelto per questa mostra in cui la “divergenza” si conferma un valore aggiunto, elemento creativo e di confronto. In questa serie, specie nei lavori di piccolo formato, ci si imbatte in figure spesso appena delineate, alle volte ancora in stato di metamorfosi, non perfettamente formate. Le espressioni sono per lo più di inquietudine valorizzate da colori alle volte intensi, altre, indicatori di una dimensione “sospesa”.  Racconti cui la ricerca introspettiva si  si distacca da certe morali troppo convenzionali, sorprendendo ed attraendo noi che li osserviamo.

 

Dal testo critico in catalogo di Laura Faranda

 

Qualche scatto della mostra per cui si ringrazia il fotografo Davide Lupica e Andrea Reitano.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Laura Faranda

Laura Faranda

Nata a Messina nel 1984. Attualmente dottoranda all’Università di Messina, con un progetto in Geografia culturale. Attraverso l’analisi dei beni culturali studia il territorio ed il patrimonio annesso. Ama l’arte e ogni suo riflesso: dalla tradizione artistica medievale alle espressioni di avanguardia, purché non si cada nel cattivo gusto. Desiderosa di conoscenza, sperimenta spesso i più diversi canali di ricerca. Per scirokko.it si occupa della promozione di nuovi artisti messinesi e di eventi culturali.
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