“Quando mi accetti l’amicizia su Facebook?” Vieni che ti “ACCETTO”. Subito

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Quante volte vi hanno rivolto questa fatidica domanda? La risposta ce la si legge in viso. Una smorfia di orrore e sdegno. Già, perché – se non ti ho inserito tra i miei “amici” – un motivo ci sarà. Non credi? Evidentemente non rispetti il PH della mia pelle!

Evidentemente non siamo compatibili.
Evidentemente mi stai sui maroni, non quello della Lega Nord, ma quelli che si trovano al centro sud!
Evidentemente, per tutti, ma non per te.

Tu che nella vita ami stalkerizzare la gente, pensando di essere la Vodafone (tutto gira intorno a te). Credi che aggiornarci su ogni tuo singolo spostamento sia importante? Ci vuoi far sapere quando stai mangiando e cosa stai mangiando (con relativa foto del piatto), se sei in palestra ad allenarti (con l’ascella pezzata in bella vista), se stai andando a fare shopping (e via le buste con le marche in voga, che l’Antitrust potrebbe multarti per pubblicità occulta), se vai dal dottore, se sei in ospedale, se prendi una granita, un caffè, se hai la febbre, l’allergia, la colite, se ti sei “fidanzata/o ufficialmente” (chi se ne fotte), se sei “single” (chi se ne fotte alla seconda). Insomma, la devi smettere.

Sociologicamente ho diviso gli stalkers di Facebook in tre diverse categorie:

– Gli organizzatori delle serate  – I fidanzatini freschi di rapporto – I single incalliti in cerca di… consenso.

La prima categoria si suddivide, a sua volta, in due sottocategorie; coloro che realmente sponsorizzano l’evento e coloro che, nello sponsorizzare l’evento, mettono in primo piano la loro persona (vedi milioni di selfie in cui ubriachi vogliono convincerci di quanto si stiano divertendo).  Questa categoria si evidenzia per una peculiarità, quella  INVASIVA. Ti tempestano la bacheca con queste copertine pubblicitarie, che a seconda della tipologia della serata variano nelle raffigurazioni (tette al vento, alberi natalizi, uova di pasqua,  etc…).

La seconda categoria invece è caratterizzata dall’INQUIETUDINE. Sì, perché spesso questi individui singoli, si uniscono tra loro, non solo nella vita di coppia ma anche in quella social-e. E via con il fioccare dei profili matrimoniali, la cui denominazione è composta rigorosamente, dal nome dei rispettivi fidanzati seguiti dal cognome del maschio. Perché è il maschio che tiene i pantaloni nella coppia. Evviva il femminismo e la parità dei generi.

La terza categoria invece è quella del TRASFORMISMO. Loro nella più totale solitudine sCome-vedere-le-richieste-di-amicizia-in-sospeso-su-Facebooki vendono, meglio di come fa Giorgio Mastrota nelle televendite della Eminflex, postando le loro foto scattate “in tutti i luoghi e in tutti i laghi”. A volte, per sorprenderci o disorientarci, cambiano il nome del profilo o inseriscono come immagine una foto non loro. Spesso queste azioni sono concomitanti ed è li che subentra in noi il dubbio. Apri la home e leggi “Federicus Linkiloi Idotta Marcuzzio” ha cambiato la sua immagine del profilo in Iron Man; e tu ti chiedi: chi cazzo è costui?? Apri la pagina, non tanto per curiosità, ma giusto per capire se qualcuno hackerandoti il profilo ha aggiungo gente ad muzzum e invece ti accorgi che è il tuo vicino di casa. Quello che hai visto crescere. Uno con cui giocavi sin dalla tenera età. Con il quale hai condiviso viaggi, fidanzate e tanto altro, ma che soprattutto di nome fa Salvatore!!

Le prime volte, trovandomi dinanzi questi fenomeni, ho deciso di investire un po’ del mio tempo a chiedere perché avessero fatto ciò, quale fattore scatenante li avesse spinto a cambiare identità; giuro davvero che ancora oggi non ho capito il perché. Ho smesso di farmi certe domande, da quando ho scoperto che il Signor  Facebook ha inserito nelle opzioni il tasto “nascondi”. Lo ammetto, ho abusato spesso di questo tasto.  Tante di quelle volte che nella mia homepage, anziché i post degli “amici” vedo rotolare delle balle di fieno. E tutto ciò mi dà davvero tanta serenità.

Adriano Oteri

Adriano Oteri

Messinese, classe 1985. Perito industriale, con qualche difficoltà nel riconoscere la differenza tra un cacciavite a stella e uno italiano. Nel percorso universitario decide di seguire le sue passioni, laureandosi in Scienze Politiche. Poliedrico ed estroverso, coltiva sin da bambino una passione smodata per la musica e il canto. In campo lavorativo ha ricoperto diversi ruoli, nel ramo amministrativo e legale, in società private e nel settore della Pubblica Amministrazione. Ad oggi si occupa di selezione del personale e vive fuori Messina. Fermo sostenitore dello Stato di Diritto, per Scirokko scriverà nella rubrica #ilGiuda dedicata ad inchieste, temi sociali e attualità.
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