Sara Teresano: “Nell’ora violetta”

Sara Teresano Nell'ora violetta

Nella Sala Mostre del teatro Vittorio Emanuele di Messina, la rassegna R-esistenza d’artista-Mostre di arte contemporanea, curata da Saverio Pugliatti, questa volta presenta una mostra articolata in due sedi: al Teatro ed alla galleria Kalòs di Messina (gestita da Massimo Di Prima). L’esposizione, “Nell’ora violetta”, è di Sara Teresano, artista messinese, anche biologa, che da autodidatta è riuscita ad imporsi nel panorama dell’arte contemporanea sperimentale nostrana.
Il titolo della mostra, che letteralmente è l’ora che prelude al tramonto, si ispira alla prima sezione del celebre romanzo di T. Eliot “La terra desolata”, che si apre con la descrizione della primavera: stagione dolorosa per l’uomo moderno che, di fronte allo sbocciare di nuovi fiori, sente ancor più forte, contrastante, la propria sterilità interiore.
In realtà, il riferimento al romanzo si evince dalle opere esposte nella Sala del Vittorio Emanuele, dove fulcro della intera esposizione sono le “Cinque stagioni”, cinque sculture di medie dimensioni raffiguranti ciascuna un bambino (in terracotta trattata o in terracotta ed alabastro) che con lo sguardo indica il periodo stagionale a cui si riferisce: sguardo chiuso l’Inverno, sguardo malinconico l’Autunno, sguardo fisso l’estate, sguardo sognante e testa fiorita la Primavera. Alle tradizionali quattro stagioni se ne aggiunge una quinta: questa volta il bambino regge tra le mani una farfalla, simbolo dell’anima, eterna ed immortale; essenza delle precedenti stagioni. L’anima, soggetta a cambiamenti, ma destinata a persistere oltre la vita terrena. Sara Teresano 2
A fare da contorno alle Stagioni, ci sono dei pannelli scultorei, realizzati con polistirolo e sale marino, uno anche con terra vulcanica. Grandi, bianchi, che toccano il tema delle costellazioni, dell’atmosfera dell’universo. Ma anche sculture in alabastro, metafore della nascita, della vita.
In ultimo, nella stessa sala, piccoli busti scultorei, in terracotta-carta e cera, raffinati, esprimenti un grande senso di leggiadria, simboleggianti le sfaccettature del sogno.
Alla galleria Kalòs, invece, la Teresano presenta il tema del mito dello Stretto, dove principale teatro è il mare e fra le consuete creature che lo animano vi sono le sirene, ma anche nereidi (le ninfee marine, non proprio specifiche del nostro mare) accostate a donne nude nella loro essenza, grasse, ammiccanti, che si ergono su uno scoglio di alabastro. 20160407_183740
Queste donne sono figure femminili dalle forme sovrabbondanti, richiamanti la fertilità, la femminilità sinuosa. Figure anche paradossali che, nonostante la grande rotondità, alle volte hanno ali di farfalla. In terracotta naturale o trattata, alle volte smaltata con sfumature di bluette o viola richiamanti sempre un’atmosfera onirica.
Una mostra da “attraversare”.
Fino al 17 Aprile.
Ingresso gratuito in entrambe le sedi.
Orario. 10 – 13; 17 – 20
P.s. si ringrazia per le fotografie l’artista Marcella Gemelli

Laura Faranda

Laura Faranda

Nata a Messina nel 1984. Critica e curatrice di Arte Contemporanea. Anche Dottore di Ricerca in Geografia Umana e Culturale, per questo particolarmente sensibile all'interazione arte/territorio. Ama l’arte ed ogni suo riflesso: dalla tradizione artistica medievale alle espressioni di avanguardia, purché non si cada nel cattivo gusto. Desiderosa di conoscenza, sperimenta spesso i più diversi canali di ricerca. Per scirokko.it cura si occupa di critica d'arte contemporanea e della promozione di nuovi artisti e di eventi culturali messinesi e siciliani.
4 Commenti
  1. nicoletta

    sempre acuta,l’autrice dell’articolo coglie l’essenza intima della mostra

    09/04/2016 at 16:36
    • Laura Faranda
      Laura Faranda

      Grazie

      01/11/2016 at 13:39
  2. Luigi

    Molto interessante.

    09/04/2016 at 19:50
    • Laura Faranda
      Laura Faranda

      Grazie

      01/11/2016 at 13:39

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