Trave gli trapassa il cranio e cambia personalità: il caso di Phineas Gage

phineas gage

Era il 13 settembre del 1848. Phineas Gage, operaio statunitense di 25 anni, addetto alla costruzione di ferrovie, era quel giorno supervisore del cantiere per la linea Rutland-Burlington nel Vermont. Un grosso masso impediva la continuazione dei lavori, per cui il giovane decise di farlo esplodere.
Armeggiava una trave lunga un metro, con la quale avrebbe dovuto premere dentro la roccia della polvere da sparo, ma un incredibile incidente cambiò completamente la sua vita: dapprima uno spaventoso boato, seguito da un’esplosione, e la trave che Gage aveva in mano divenne una furiosa lancia che, come un missile, gli si conficcò nel viso – esattamente sotto la guancia sinistra – per fuoriuscirgli dal cranio. Ovviamente si pensò al peggio, e invece il ragazzo era lì cosciente, in grado di parlare, con l’asta metallica «imbrattata di sangue e cervello» a trenta metri da lui.Phineas_gage_-_1868_skull_diagram
Nonostante le condizioni apparentemente normali, Gage venne immediatamente condotto in città per essere visitato da un medico, il quale gli ripulì la ferita mentre, con una fascia elastica, gli fissò i frammenti di cranio; ma il foro cagionato dall’asta di metallo rimase aperto, per cui la ferita si infettò presto e ridusse il giovane ad uno stato comatoso.

Quando tutti lo davano ormai per morto, Phineas si risvegliò improvvisamente e dopo circa tre settimane riprese la sua vita normale, che avrebbe portato avanti se un fatto anomalo non avesse destato stupore e incredulità: il giovane, da sempre conosciuto come una persona affabile, gentile, rispettosa, paziente, morigerata e affidabile, sia nel lavoro che nella vita privata, si trasformò completamente. Divenne profondamente irritabile, collerico, irriverente e blasfemo, con una personalità antisociale incline alla violenza, alle bugie e all’uso dell’alcol e con deflessioni dell’umore notevoli. Il cambiamento fu talmente drastico e drammatico che gli amici di sempre ritenevano senza alcun dubbio che non potesse trattarsi della stessa persona, mentre il suo datore di lavoro non lo volle più con sé e lo licenziò. Cominciò così un lungo periodo di vagabondaggio per il mondo, con quella lancia di metallo che gli aveva trapassato il cranio e dalla quale non si separava mai.

Ma cosa accadde esattamente a seguito di quell’incidente?
La trave di metallo che si conficcò nel cranio danneggiò gran parte del lobo frontale sinistro, provocando un profondo cambiamento nella sua personalità e nella sua emotività, tanto che il ragazzo risultava privo di freni inibitori che gli permettessero di valutare le sue azioni e i rischi ad esse legati. Non tutte le sue facoltà vennero però compromesse e infatti Phineas riuscì tranquillamente a viaggiare e a trovare un nuovo impiego come autista di diligenze.phin

Numerosissimi studiosi si sono dedicati a questo caso per cercare di spiegare quello che, ancora oggi, rimane per certi versi un fatto assurdo. Jack Van Horn, un neurologo dell’Ucla, ha osservato che la significativa perdita di materia bianca nella regione frontale sinistra abbia compromesso la capacità di ragionare e di ricordare, trasformando completamente la personalità di questo giovane che, per la sua forte aggressività e inclinazione alla violenza, è diventato oggetto di studio anche nell’ambito della criminologia.

Phineas morì 12 anni dopo l’incidente e il suo cranio, insieme a quella lancia di metallo che gli cambiò per sempre la vita, si trovano oggi al Warren Anatomical Museum di Boston.

Sonia Bucolo

Sonia Bucolo

Criminologa ed Esperta al Tribunale di Sorveglianza di Messina, si laurea in Scienze Politiche e si specializza in Criminologia. Oggi prosegue i suoi studi in Psicologia, coniugando studio e lavoro. Studiosa del fenomeno criminoso e dei fenomeni carcerari, nella loro complessità, cura la rubrica di Criminologia di scirokko.it, occupandosi dell'analisi e della divulgazione delle fattispecie criminologiche.
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