“Verginedda Addurata”. Il regista Nicola Alberto Orofino al Clan Off di Messina

Virginedda copertina

Al Clan Off Teatro di Messina, fondato e diretto dagli attori Giovanni Maria Currò e Mauro Failla, è andato in scena “Virginedda Addurata”(“Vergine Adorata”), con Francesca Vitale ed Egle Doria, per la regia di Nicola Alberto Orofino.

Tratto da un testo di Giuseppina Torregrossa, “Virginedda”, si è rivelato davvero un “piccolo gioiello teatrale”, una pièce magistralmente diretta ed interpretata.

Una storia, una santa, un regista e due (fisicamente due, ma in realtà di più) protagoniste… tutti siciliani. Sullo sfondo, una Palermo ed una Trapani intrise di quel particolare effluvio di verità cruda, bellezza e dolore che caratterizzano da sempre la intera Sicilia.

La storia è stata tratta da un femminicidio, uno di quegli avvenimenti ancora troppo presenti nella cronaca mondiale. Un marito ed un’amante che bruciano la moglie del primo, illudendosi così di eliminare ogni peccato; innanzitutto quello di non essere riusciti a comunicare ciascuno con sé stesso.

La santa è la “super” palermitana S.Rosalia, la stessa che dalla prima metà del Seicento immobilizza (con festa al Santuario e Festino per le piazze) Palermo in preda ad una esaltata adorazione per essere riuscita a superare nei miracoli le storiche sante protettrici della Città, liberando Palermo dalla peste.

Il regista, Nicola Alberto Orofino, debutta giovanissimo al Piccolo Teatro di Catania nel 1999. Nello stesso anno è ammesso alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano-Teatro d’Europa, fondata da Giorgio Strehler e diretta da Luca Ronconi. Qui lavora per tre anni con le più grandi personalità teatrali italiane ed europee: Luca Ronconi, Massimo Popolizio, Mariangela Melato, Franco Branciaroli, Lydia Stix, Marise Flach, Ferrucio Soleri. Da allora ad oggi il suo percorso, prima come attore e dopo come regista, si è andato ad affermare sempre di più, anche dirigendo numerosi laboratori teatrali e corsi di aggiornamento a Catania, a Caltanissetta, a Milano ed a Pordenone.

Le attrici, la Vitale e la Doria, anche esse catanesi, dopo una formazione teatrale sia presso la Scuola del Teatro Stabile della Città siciliana e sia presso Milano ed esperienze all’Estero (la prima) e dopo un approccio teatrale all’Accademia di Arte Drammatica catanese e corsi di perfezionamento alle Duse Studio di Roma (la seconda), sono attrici affermate ed apprezzate in campo nazionale; note per professionalità e per quella grazia di portare in scena la potente verità emotiva, riuscendo a trasmettere, attraverso la finzione, un reale e concreto manuale di buona sopravvivenza nella vita quotidiana.

Insomma, era difficile che “Virginedda” non riuscisse.

Ma oltre alle caratteristiche citate, la performance teatrale si ricorda per l’originalità. Una Santa Rosalia “sacra” ed umana, che passa da balli su colonne sonore passate e contemporanee (che “invadono” la scena ironicamente e sarcasticamente) con occhiali da sole all’ultimo grido e costellati da fiori vivaci a indumenti tipici dei santi con annessa corona di rose luminosa;  ed ancora a canotte, tipiche del maschio-padrone, atte a simulare, a tratti, il protagonista maschile della vicenda. Una Santa che invita il pubblico a cantare con Lei, in modo assolutamente anticonvenzionale, inni popolari religiosi dedicategli.

Un linguaggio, quello dei personaggi, caratterizzato da una confidenza “televisiva”.

Un lavoro teatrale che ha messo in luce tutta la debolezza umana che accomuna, seppur in modi fortunatamente diversi, ogni individuo e che ha reso lampante quel filo sottile che unisce la realtà ad una dimensione soprannaturale, divina… filo che spesso gli uomini non percepiscono considerando le due dimensioni come una sola, chiedendo ai santi varie grazie improponibili perché chiusi nei propri narcisismi, nelle proprie convinzioni e soprattutto in una forte paura di un vero cambiamento e di una più realistica prospettiva.

Virginedda Addurata

di Giuseppina Torregrossa
con Egle Doria e Francesca Vitale
voce fuori campo: Fiorenzo Fiorito
disegno luci: Simone Raimondo
costumi Monia Torchia
sartoria: Nina Sarra Pistone
foto di scena: Cristina Faramo
direzione organizzativa: Renato Lombardo
ufficio stampa: Clarissa Mambrini
regia: Nicola Alberto Orofino

Il Clan Off Teatro si trova a Messina in Via Trento n.4

Vi dà appuntamento il 27 Gennaio con “Diario intimo di una cameriera” per la regia di Ocatve Mirbeau.

Info e contatti sul teatro e gli spettacoli: 388 811 0618 ;

email – info@clandegliattori.it

Laura Faranda

Laura Faranda

Nata a Messina nel 1984. Attualmente dottoranda all’Università di Messina, con un progetto in Geografia culturale. Attraverso l’analisi dei beni culturali studia il territorio ed il patrimonio annesso. Ama l’arte e ogni suo riflesso: dalla tradizione artistica medievale alle espressioni di avanguardia, purché non si cada nel cattivo gusto. Desiderosa di conoscenza, sperimenta spesso i più diversi canali di ricerca. Per scirokko.it si occupa della promozione di nuovi artisti messinesi e di eventi culturali.
0 Commenti

Scrivi un Commento