Boccetta: Nicolò Amato/Lorenzo Cassarà

N. Amato BOCCETTANICOLÓ AMATO

Cosa hai pensato quando hai sentito parlare per la prima volta di Distrart, del tentativo di diffondere la Street Art – intesa come arte urbana fruibile gratuitamente – a Messina? Che relazione hai con questo tipo di arte?
La street art è sempre stata fruibile e gratuita alla gente, poiché si è sempre fatta in strada, ovvero sotto gli occhi di tutti. Il progetto Distrart mi ha colpito positivamente dal primo momento che ne ho sentito parlare, in quanto è stato programmato e costruito secondo un criterio molto serio e dettagliato, promosso e sviluppato da persone che di arte se ne intendono perchè hanno sempre vissuto in simbiosi con essa.

In base a cosa hai scelto la tematica e com’è nata l’idea che poi hai presentato e realizzato per Distrart?
La tematica era già scelta dal progetto, ovvero le tradizioni di Messina, il realizzare opere riguardanti la caccia al pesce spada e alla figura della Feluca come Regina dello Stretto è fortemente legata al mio rapporto col mare e le sue tradizioni. La caccia al pesce spada ha tradizioni secolari, fenici… greci…, la magia di un pesce che sembra venuto da un altro pianeta, da quanto sono forti e spigolose le sue forme, il folle legame che lega questi pesci tra loro è un’espressione altissima che l’amore regna anche là sotto.

Generalmente, come nasce e prende forma una tua opera?
Nasce tutto dall’osservazione personale delle cose, da come le ho sempre volute vedere e rappresentare, poi la forma è totalmente legata al mio essere e del pensiero che mi porto della stessa.

Quale pensi che sia oggi il ruolo dell’artista e che spazio ha in una realtà come quella di Messina e della Sicilia in generale?
Il ruolo dell’artista è sempre lo stesso da quando si è iniziato a raffigurare uomini e animali dentro le caverne… tentare di rappresentare la natura sotto tutti i suoi aspetti (uomini, abitudini, animali…), osservando con occhio attento tutte le mutazioni che avvengono, soprattutto quelle riguardanti l’uomo e le sue molteplici sfaccettature sociali.

Le strade di Messina per qualche giorno si sono trasformate nel tuo studio. Come hai vissuto l’esperienza di lavorare a contatto diretto con il pubblico? Hai da raccontare qualche episodio particolare legato a Distrart?
Ho avuto l’occasione di conoscere molta gente che, come me piaceva stare, o era obbligata a star per strada nel cuore della notte… a parlar aspettando che il color si asciugasse…

E secondo te come ha reagito la città a questo progetto?
La città ha reagito in diverse maniere, la maggior parte forse è indifferente a ciò che li circonda, alcuni non hanno apprezzato facendolo notare con polemiche inutili, fermandosi a pensare solo se ci sia stato o meno un uso dei soldi del Comune per questo progetto senza nemmeno valutare o apprezzare il lavoro fatto dagli artisti e dai curatori del progetto, altri invece hanno apprezzato in toto questa iniziativa rimanendo contenti e soddisfatti.
L’opera di un artista internazionale come NemO’s è la prova che i messinesi rifiutano ogni forma di cultura ed arte che gli si venga offerta, francamente al messinese non interessa di avere un disegno sul muro pur che sia consolatorio o polemico, rifiutano l’arte, vogliono altro, perché qua si è perso il punto principale della cosa, ovvero che NemO’s è un ARTISTA. A Palermo ormai esiste un turismo di gente che va solo per vedere le opere fatte da artisti di fama mondiale come NemO’s e tanti altri, non bisogna rifiutare l’arte né la cultura MAI.
Che mondo è quello dove si rifiuta gratuitamente tutto questo?

L. Cassarà BOCCETTALORENZO CASSARÁ

Cosa hai pensato quando hai sentito parlare per la prima volta di Distrart, del tentativo di diffondere la Street Art – intesa come arte urbana fruibile gratuitamente – a Messina? Che relazione hai con questo tipo di arte?
La bellezza non è mai abbastanza e se ne vedo intorno mi mette di buon umore.

In base a cosa hai scelto la tematica e com’è nata l’idea che poi hai presentato e realizzato per Distrart?
Di Messina ho sempre e solo un ricordo, la stele della Madonnina che vigila sul passaggio dei traghetti per il continente, non avevo scelta se non quella.  

Generalmente, come nasce e prende forma una tua opera?
Dipende dall’umore e da quanto ho bevuto.

Quale pensi che sia oggi il ruolo dell’artista e che spazio ha in una realtà come quella di Messina e della Sicilia in generale?
In realtà non ne ho la più pallida idea, so solo che le buone idee mi piace vederle realizzate, emozionarsi difronte ad un’opera aiuta a sopportare il vuoto che si è creato nei rapporti umani e la mediocrità che ci ha circondati e preso in ostaggio.

Le strade di Messina per qualche giorno si sono trasformate nel tuo studio. Come hai vissuto l’esperienza di lavorare a contatto diretto con il pubblico? Hai da raccontare qualche episodio particolare legato a Distrart?
Mi dispiace non poter rispondere a questa domanda in quanto non sono stato presente durante l’installazione. Problemi di comunicazione con la società che si è occupata dell’affissione.

E secondo te come ha reagito la città a questo progetto?
Prima si sarà chiesta chi erano quelle brutte facce che imbrattavano cemento e plastiche poi ha capito, spero, che la bellezza salverà le loro anime.

Pasquale Pollara

Pasquale Pollara

Si considera un esteta. Amante del “bello” e dell’Arte, si dedica alla ricerca di nuove espressioni artistiche per poterle tradurre nel suo campo di applicazione: l’Architettura. Fedele alla tradizione, con taccuino sempre in tasca, disegna a mano libera per trasmettere istantaneamente la sua creatività. Muove i primi passi a Barcelona, oggi prosegue in autonomia la sua attività progettuale e i suoi lavori sono stati esposti e pubblicati in diverse occasioni. Riscoperta la passione per la scrittura, per scirokko.it cura la Rubrica di Design attraverso cui si impegna a trasmettere le sue passioni e l’amore per il suo lavoro.
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