Carmelo Pugliatti: “20 anni tra idee ed elaborazioni artistiche”

Si è aperta ieri, all’EcoLab di Linda Schipani (Messina, via Croce Rossa, n. 8), la mostra antologica di Carmelo Pugliatti, curata dalla stessa Linda Schipani e presentata da Teresa Pugliatti.
In realtà, più che “antologica” (che prevederebbe una selezione, anche non cronologica, di una produzione molto ampia e, quindi, considererebbe anche un artista protagonista avanti negli anni), definirei la mostra una retrospettiva, un excursus cronologico della intensa attività finora portata avanti da Pugliatti.
Tele grandi, alcune molto grandi, tratto deciso, padronanza del disegno ed una forte attenzione al concetto da esprimere.
Carmelo Pugliatti, giovane, acuto, fortemente presente a sé stesso e perfettamente consapevole della società in cui vive, presenta una serie di opere che, a partire da un ritratto, quello della madre, realizzato guidato da una attenta analisi psicologica, dove l’espressione del soggetto, gli occhi… sono il punto focale dell’opera, arriva a toccare le varie sfaccettature umane colte nello scenario di un “Bar”, riflettendo poi sul concetto di “diversità” con “Nigrita”, in cui il colore della pelle viene enfatizzato per simboleggiare quel disagio ancora troppo presente nel nostro tempo. L’excursus continua e si osserva, catturati, la solitudine più nera di “Visioni celesti, non celestiali”. Solitudine di individui che per sopravvivere devono trovare un continuo compromesso con il fatto, già di per sé complicato, di esistere, successivamente con il proprio corpo, con il cibo, con la società in cui ciascun individuo è inserito.
Il tema del rapporto fra l’individuo ed il proprio peso (che richiama molto un proprio “peso” nel mondo) viene affrontato anche in “Volti bilanciati”. IMG-20160403-WA0054
Ci si immerge poi nel “Sonno” di città desolate, il cui degrado si intreccia con il degrado in cui versano persone, “umani” inumanizzati di reali casi di cronaca nera che ancora non hanno trovato risoluzione.
La riflessione sulla solitudine viene poi ripresa da una installazione in cui la cornetta staccata di un telefono indica la impossibilità di comunicazione fra l’interno e l’esterno…
Proseguendo, si affronta anche il tema della tanto fondamentale quanto paurosa “scelta” che regola l’esistenza di ciascun individuo, essendo poi determinante per la coesistenza di tutti gli individui.
Interessanti ed originali, poi, le “Pedane/Pedine”, in cui viene indagato il tema del rapporto fra gli stati “potenti” mondiali (in cui, acutamente, l’Artista comprende l’Italia) e quelli sottomessi dai primi.
Con “Ave Maria” si rivede la tradizionale e simbolica immagine religiosa di Maria e Giuseppe in fuga dall’Egitto per il bene del proprio Figlio, nella visione di un uomo ed una donna islamici… gli oppressi contemporanei.
Presente anche un’installazione in cui, su un’asta, è riprodotta per tre volte la maschera di “V” for Vendetta, personaggio dell’ormai famosa serie inglese di fumetti, che vive prigioniero, torturato, in un campo sottoposto al Potere. Tanto disperato e rabbioso, da mettere in atto un piano per salvarsi ma facendo “scoppiare” l’intero campo che lo tiene in catene.
Infine, ci si imbatte in opere molto grandi, sotto il titolo di “Rebus”, dove un vero e proprio rebus di cui l’Artista dà, scritta a parte, la soluzione, rivela quelle domande che potrebbero, forse sono, i quesiti che assillano l’esistenza di tutti noi: E’ ancora lecito ragionare? La diversità saraà mai considerata ricchezza? Per quanto tempo il danaro sarà il nostro Dio? Cadute le remore morali, il genere umano sparirà? Quando il lavoro ci renderà liberi? (Lo farà?) Le mafie saranno sempre impiegate contro il popolo?20160404_132230
Chiosa tutto il discorso espositivo una tela composta da otto tele quadrate, in cui Pugliatti, ispirato all’arte “irregolare” e letteralmente meravigliosa del Cavaliere Cammarata di Maregrosso (quartiere periferico, ma “in progress” , di Messina), disegna una deliziosa e colorata Biancaneve attorniata da sette ciminiere industriali, in bianco e nero, al posto dei sette nani. Forse a simboleggiare che anche fra i “mostri”, dominanti territorialmente ed interiormente, contemporanei può emergere una vistosa, e forse non tanto favolistica, speranza.

Fino al 10 Aprile.
Ingresso gratuito

Laura Faranda

Laura Faranda

Nata a Messina nel 1984. Critica e curatrice di Arte Contemporanea. Anche Dottore di Ricerca in Geografia Umana e Culturale, per questo particolarmente sensibile all'interazione arte/territorio. Ama l’arte ed ogni suo riflesso: dalla tradizione artistica medievale alle espressioni di avanguardia, purché non si cada nel cattivo gusto. Desiderosa di conoscenza, sperimenta spesso i più diversi canali di ricerca. Per scirokko.it cura si occupa di critica d'arte contemporanea e della promozione di nuovi artisti e di eventi culturali messinesi e siciliani.
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