Gatte morte e Don Giovanni: la differenza fra seduttività e seduzione

Nonostante comunemente si pensi che questi due termini siano interscambiabili, come sinonimi, fra seduttività e seduzione c’è una bella differenza. Partiamo dal presupposto che entrambi gli atteggiamenti sono espressione di immagini molto profonde del sé. Come abbiamo visto a proposito del rapporto tra sessualità e psiche, sia la seduttività che la seduzione rivelano paure, bisogni e desideri psichici molto profondi, che potremmo definire inconsapevoli. Entrambe hanno a che fare sia con aspetti legati alla rappresentazione di sé, sia alla rappresentazione degli altri.

Un desiderio insito nell’essere umano è il bisogno di piacere, di essere socialmente approvati, di percepirsi attraenti. Allora le vie che la mente mette in atto per ottenere tale tipo di gratificazione è il comportamento seduttivo o seducente. Continuo a distinguere perchè non si tratta dello stesso atteggiamento mentale. Il seduttivo infatti è colui che utilizza massicciamente i meccanismi di seduzione, anche quando non è necessario, anche quando è improprio, anche per rivolgersi ad un passante.

La seduttività – quella indiscriminata – lascia infatti pensare che con una certa probabilità non ci sia l’obiettivo di entrare in relazione con un’altra persona, di instaurare una conoscenza o un legame: la seduttività è sfuggente, è più appagata dalla possibilità di, che dal suo concreto realizzarsi, ed è fugace, perchè tutti possono fornire gratificazione con un complimento, un ammiccamento, un sorriso, flirtando. L’ipotesi, in ultima analisi, potrebbe essere quella che è preferibile ottenere feedback positivi per l’autostima prendendo un po’ qui ed un po’ li, piuttosto che addentrarsi in una relazione amicale o amorosa in cui alla fine salteranno fuori i propri difetti, come se la paura dominante fosse quella di non piacere, perchè non ci si piace.

Il seducente invece tendenzialmente utilizza la seduzione per arrivare alla conquista della persona da cui è attratto ed ha dunque un fine relazionale. E’ l’atteggiamento mentale di chi desidera piacere ma sa che è irrealistico poter piacere a tutti. E’ colui che sa perfettamente di avere sia pregi che difetti; è colui che preferisce alla fugacità la possibilità di un legame, che intravede certamente come possibile fonte di autostima, proprio nel suo essere esclusivo e non interscambiabile con qualsiasi altra interazione. Il seducente non crede di aver bisogno di essere sempre e comunque seduttivo, fra gli amici, nel gruppo di lavoro, con gli sconosciuti. Probabilmente ha un’immagine di sé più adeguata perché non è totalmente positiva o totalmente negativa e, come spesso affermato, più è complessa la visione di se stessi più matura ed armonica è la personalità.

Amelia Rizzo

Amelia Rizzo

Amelia Rizzo, classe 1986. Si laurea in Scienze Cognitive e Psicologia presso l'Università degli Studi di Messina. Collezionista di titoli, a causa della sua passione per la Ricerca viene condannata a tre anni di Dottorato, ma pare ne abbia già scontato la metà. Chiamata a curare la rubrica di #psycologia, non ha potuto rifiutare questa insolita richiesta d'aiuto.
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