La Sicilia non si tocca!

Presentato alla Camera il DDL del Governo che mira a ridimensionare il numero degli enti regionali. Oggetto/soggetto di sprechi e ruberie, da nord a sud, in funzione da circa quarant’anni per rappresentare la varietà del territorio italico, oggi sono per l’Esecutivo, un bubbone che esplode di tanto in tanto. La riduzione prefissata è consistente e mira a un taglio netto che porti dalle attuali 20 a 12 Regioni.
Nella nuova mappa d’Italia ridisegnata, la sola amministrazione del Nord Italia a non essere toccata sarebbe la Lombardia. Oltre alla Regione Alpina, che unirebbe Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria, nascerebbe infatti il Triveneto dall’unione di Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige. Nel centro Italia, invece l’Emilia Romagna ingloberebbe dalle Marche la provincia di Pesaro mentre Toscana, Umbria e provincia di Viterbo si unirebbero per formare la Regione Appenninica. Marche, Abruzzo e Molise darebbero vita alla Regione Adriatica. Il Lazio poi scomparirebbe diventando un unico grande Distretto di Roma Capitale e lasciando le province meridionali alla Regione Tirrenica che includerebbe anche la Campania. Nel Sud Italia, poi, la Puglia guadagnerebbe dalla Basilicata trasformandosi così nella Regione Levante. Immutate, infine, Sardegna e Sicilia.
Già, la Sicilia non si tocca. Almeno dal punto di vista geografico. Stessa parsimonia, invece, non è stata applicata per quanto concerne l’aspetto economico. Il 6 novembre, difatti, con il varo della legge di Stabilità, il Governo ha indirizzato i fondi europei Pac (Piano d’Azione e Coesione) – destinati alle aree del sud – agli sgravi fiscali per le assunzioni da parte delle imprese (che stanno al nord). Su un totale di 4 miliardi, alla nostra regione spettava la fetta maggiore; ben mezzo miliardo di euro solo per il 2015.
Lo scippo, perché di questo si tratta, è avvenuto con il bene placet dei rappresentanti siciliani in Parlamento, che solo a fatto compiuto hanno poi realizzato l’accaduto. Ma buongiorno “Principessi” (come avrebbe detto Benigni)!! Voi si che ci rappresentate con fierezza!! Voi che siete il nostro faro, il nostro lume, la nostra guida. Voi che, quando ci sono le elezioni battete ogni città, ogni strada, ogni angolo. Siete formidabili!! Siete come quelli che, emigrando, si vergognano della loro terra. Apprendono un dialetto nuovo e cercano invano di camuffare la cadenza e le vocali aperte nel parlare. Ecco cari ex corregionali, a voi mi sento di lanciare un messaggio a nome di tutti i siculi. Sappiate che: “na vota si futti a vecchia!”. Anche se chiede il bis!

Adriano Oteri

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Adriano Oteri

Messinese, classe 1985. Perito industriale, con qualche difficoltà nel riconoscere la differenza tra un cacciavite a stella e uno italiano. Nel percorso universitario decide di seguire le sue passioni, laureandosi in Scienze Politiche. Poliedrico ed estroverso, coltiva sin da bambino una passione smodata per la musica e il canto. In campo lavorativo ha ricoperto diversi ruoli, nel ramo amministrativo e legale, in società private e nel settore della Pubblica Amministrazione. Ad oggi si occupa di selezione del personale e vive fuori Messina. Fermo sostenitore dello Stato di Diritto, per Scirokko scriverà nella rubrica #ilGiuda dedicata ad inchieste, temi sociali e attualità.
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